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Venerdì 17 Novembre 2006 |
Cassano- La fondazione “San Matteo”
offre molti consigli in merito -
Come educare le famiglie sull’usura |
Da
oltre dieci anni la Fondazione
antiusura “San Matteo Apostolo” di
Cassano, operante sull’intera
Calabria, lavora per “educare la
famiglie” all’indebitamento
cosciente e responsabile, contro il
pericolo del sovraindebitamento che
spinge singoli e famiglie nelle
spire dello strozzinaggio. Su
complessivi 1.157 ascolti la
fondazione ha potuto monitorare il
fenomeno dell’usura nella provincia
di Cosenza e nel resto della
Calabria, stilando una statistica
sulle persone che chiedono aiuto
perché rischiano di cadere nelle
mani dei cravattari. Per altri
soggetti che sono già finiti nelle
grinfie dell’usura non c’è nulla da
fare: questi devono rivolgersi alle
prefetture delle province di
provenienza e denunciare l’accaduto
all’autorità giudiziaria. In pratica
chi sono coloro che chiedono aiuto
alla fondazione? In una statistica
compilata dagli uffici della
fondazione, dal 2001 al 2006, al
primo posto si trovano i lavoratori
dipendenti con 227 casi, seguono i
commercianti con 138, gli artigiani
con 67, i pensionati con 53 casi, il
quinto posto lo occupano gli
imprenditori con 36 casi. Facendo un
ulteriore screening sulla
provenienza geografica ci accorgiamo
che, nel decennio 2001-2006, 723
casi provengono dal comune di
Cassano, 147 dal comune di Cosenza,
134 da quello di Rossano, 37 da
Locri, e 5 da Reggio Calabria,
seguono, nella graduatoria, i comuni
di Lungro, San Marco Argentano,
Oppido Mamertino, Catanzaro,
Crotone, Mileto, Lametia Terme ed
altri ricadenti fuori regione. Quali
sono le cause più ricorrenti che
provocano un sovraindebitamento
smisurato? A volte il bisogno
estremo, come malattie gravi e
interventi chirurgici fuori regione
o il mancato pagamento di alcune
rate del mutuo e il gioco dei
cravattari è fatto. |
Martino
Zuccaro |
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