Cassano, continua il monitoraggio del fenomeno
dell’usura – La S. Matteo Apostolo di Cassano ha competenze
regionali e aiuta le famiglie colpite.
Monitoraggio
continuo del fenomeno usura da parte della S. Matteo Apostolo di
Cassano. La Fondazione combatte l’indebitamento degli
sfruttatori che ti aspettano dietro l’angolo per toglierti
proprio tutto, anche quello che non hai più. Si cade nel vortice
dell’usura per motivi seri, per problemi gravi, ma si potrebbe,
in alcuni casi dribblare sul fenomeno, sfruttando un po’ di buon
senso. Ci si indebita per gravi malattie, per cattivi
investimenti finanziari, ma si casca nella trappola sempre più
spesso per motivi futili, per acquisire beni insignificanti o
per assecondare i capricci di moglie e figli. E’ difficile
uscirne, ma non è impossibile. Alla denuncia si somma l’aiuto e
il supporto delle fondazioni antiusura. La Fondazione Antiusura
S. Matteo Apostolo che oper a Cassano è l’unica in Italia a
mantenere una competenza regionale e lavora ”per educare le
famiglie all’indebitamento cosciente e responsabile, contro il
pericolo del sovraindebitamento che spinge singoli e famiglie
nelle spire dello strozzinaggio “.
In una statistica compilata dagli uffici della fondazione dal
2001 al 2006, al primo posto si trovano i lavoratori dipendenti
con 227 casi, seguono i commercianti con 138, gli artigiani con
67, i pensionati con 53 casi, il quinto posto lo occupano gli
imprenditori con 36 casi. Facendo un ulteriore screening sulla
provenienza geografica nel decennio 2001 – 2006, 723 casi
provengono dal comune di Cassano, 147 dal comune di Cosenza, 134
da quello di Rossano, 37 da Locri e 5 da Reggio Calabria.
Seguono nella graduatoria, i comuni di Lungo, San Marco
Argentano, Oppido Mamertino, Catanzaro, Crotone, Mileto, Lamezia
Terme ed altri ricadenti fuori Regione.
Su complessivi 1157 ascolti la fondazione ha potuto osservare il
fenomeno dell’usura nella provincia di Cosenza e nel resto della
Calabria, stilando una statistica sulle persone che chiedono
aiuto perché rischiano di cadere nelle mani dei cravattari.